Anche il 2010 è un anno problematico per il turismo in Sardegna e Gallura: giugno disastroso, luglio positivo, agosto in linea con il 2009, già anno orribile. La pensano così diversi operatori e associazioni di categoria della Gallura, con alcune luci (gli sbarchi in porti e aeroporti che tengono rispetto al 2009) ma anche molte ombre. Riportiamo tre possibili ragioni tra loro collegate di questa situazione:
Che fare quindi? Hanno ragione gli albergatori oppure ci possono essere soluzioni diverse che, senza danneggiare nessuno, consentano benefici estesi? In Francia per esempio hanno censito e regolamentato da un paio di decenni l’offerta delle seconde case, hanno comunque ottimi alberghi di ogni standard con prezzi concorrenziali e i turisti sono contenti. Perché non proviamo a fare così anche in Sardegna?
La Redazione 01-09-10
Riportiamo volentieri il commento di Marisa,pubblicato sul post del 15 Luglio: “invito alla riflessione sul dato ISTAT….sara’ vero che l’81% delle presenze italiane va in appartamenti privati ma sarebbe curioso conoscere la percentuale di sardi ospitati dai parenti. A parte questo incuriosisce di piu’ capire perchè, i tanti che affittano appartamenti in località turistiche hanno tanta libertà e sicurezza nel segnalare numeri telefonici, nomi indirizzi ecc. Di rado siamo informati sulle percentuali di irregolarità scoperte dalle istituzioni statali preposte a questo compito. Sarà quindi vero che qualcosa non funziona………,la risposta a Voi”
Marisa, non è facile rispondere in modo credibile alle tue osservazioni. Dopo aver conosciuto e riflettuto su quei dati verrebbe quasi da dire che il turismo non sia quello che conosciamo! Da un altro punto di osservazione verrebbe inoltre da commentare che ogni governance pubblica e privata sia saltata e ciò che succede sia quasi solo frutto del caso. Infine, perché nessun media dice qualcosa su questa gigantesca distorsione? D’altronde chi oggi si porrebbe il famoso interrogativo kennediano “non domandarti solo che cosa vuoi dal tuo paese, domandati anche che cosa tu puoi dare al tuo paese?” E’ una situazione complicata, io penso che anche il rilancio del turismo sardo come quello italiano possa affermarsi e avere successo solo “dal basso”. Il resto sono solo spese pubblicitarie fatte malino. Grazie, ciao,
81% di presenze sommerse è un dato davvero eclatante. Non può non sollevare almeno due domande:
1) Se tutte queste case, appartamenti, cantine … etc etc non registrate sono in realtà così ben pubblicizzate, è davvero così difficile controllarle?
2) Se io avessi in Gallura o a Stintino un appartamento che posso affittare due settimane in estate e poi resta vuoto tutto l’anno, che cosa dovrei fare per regolarizzarmi? Non è forse che, per caso, mancano delle forme semplici, dirette e sostenibili per far emergere questo sommerso? Perché dovrei perdermi in mille e un balzello? Perché la tassazione è così alta? Ad esempio, in Irlanda, l’IVA sui prodotti turistici è del 10%, non del 20% …
Per far emergere il sommerso, più che minacciare, occorrerebbe incentivare. Buona giornata!
mah vi rendete conto?? cugnana non la conosce nessuno?? tanka manna?? sec voi qualcuno paga tasse?? fa contratti?? basterebbe controllare le agenzie immobiliari non serve cercare tanto…sec voi l’81% di sommerso lo fanno i privati?? ahò sveglia su…
i trasporti son solo una scusa…sec voi i “contnetali” son contenti di venire qui e spendere dai 20 ai 40 euro una coca cola iin discoteca? non credo…vi rendete conto che non ci sono divertimenti per i giovani e meno giovani? pensiamo che mare e spiagge senza servizi siano sufficenti? no vero? allora andiamo in villaggio 1 settimana e spendiamo 2500 euro a persona…bello eh?? stessi soldi 2 settimane (almeno) da qualche altra parte con mare altrettanto bello servizi inclusi…
dai non nascondiamo la testa sotto la sabbia…
Caro amico “Canaglia”,
i problemi fiscali in questo paese come è noto alle persone di buona onestà sono tosti, perché possono coinvolgere molti soggetti ad ogni scala sociale, influenti e non. Tuttavia, come abbiamo scritto all’inizio di questa sessione di discussione, pensiamo che il problema da te segnalato nel turismo anche in Sardegna si risolva strutturando meglio l’offerta privata, valorizzandola e non reprimendola, perché questa scelta toglie opacità e spazio al sotterfugio. In Europa ci sono decine di casi al riguardo – basterebbe copiarli! – che hanno migliorato l’offerta e i servizi al cliente mentre hanno permesso buoni guadagni e buone riscossioni fiscali, infatti esistono da più di venrt’anni. Non è facile, ma si può fare. Quello che non ci serve è confliggere a tutti i costi, invece dobbiamo convergere, cioè aiutare a crescere e a maturare. Grazie del contributo anche se il nick name che hai scelto non è dei più affabili.
La Redazione